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Rifugio |
la CristallieraScheda
Tecnica Una guida completa e aggiornata sulla Cristalliera non esiste. Ci sono le guide di Gian Carlo Grassi e di Marco Conti, ormai introvabili. Su “Passaggio a Nord Ovest”, di Maurizio Oviglia e Fiorenzo Michelin, uscita nel 2003 potete trovare la relazione di un paio di itinerari. Per notizie dettagliate sugli itinerari classici, consultate la “Guida ai Monti d’Italia”, Alpi Cozie Centrali, ed CAI – TCI. Qui di seguito troverete la relazioni delle vie più significative. Le fonti a cui ho fatto riferimento sono la “Guida della Cristalliera” di Gian Carlo Grassi, “Cristalliera Dimenticata” di Marco Conti ed il bell’articolo monografico sulla Cristalliera di Gianfranco Gribaudo apparso su Alpidoc. Gli schizzi sono quelli di Gianluca Bergese, realizzati per il sopracitato articolo. Tutte le informazioni utili a rendere più precisa questa piccola scheda tecnica saranno accolte con grande piacere. Buone scalate…Occhio alla Chiodatura…Passate a raccontarci com’è andata. v
1 - Marco e Giuliano Prima
salita:
M. Conti e M. Becciu, 8 agosto 1986 Dislivello:
220 mt. circa Attacco:
dalla base Del Torrione Centrale si risale il canale di sinistra fino a quando
esso si restringe , quindi ci si porta alla base di una caratteristica parete
biancastra solcata da due fessure, poco oltre la “Fessura Ovest”. Note:
via logica che sale i punti più deboli della parete ovest, per splendide
fessurine, incrociando la “Via della Fessura Ovest”. Utili friends e nuts
medio-grandi. Discesa:
è consigliabile, per questo itinerario di salita e per tutti gli altri che
seguono, una volta giunti in cima al Torrione Centrale e terminata
l’arrampicata vera e propria, proseguire per facili roccette e pietraie fino a
raggiungere, in una quindicina di minuti, la vetta della Cristalliera. Da qui,
in direzione nord-ovest, seguire il sentiero che scende gradatamente verso il
Colle di Malanotte Superiore. Dal colle, in direzione sud-est, scendere lungo il
sentiero che porta al lago della Manica, poi al Lago del Laus, quindi al Rifugio
Selleries. Tacche di vernice bianca e rossa. v
2 - Fessura Ovest e Spigolo Nord Ovest Prima
Salita:
L. Bessone, L. Ferraris e S. Gay, 25 settembre 1969 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
TD vedi schizzo 1 Attacco:
si segue il canale di sinistra fino a dove si restringe, qui si nota una larga
fessura che percorre il centro della parete a sinistra del canale: l’attacco
è alla base della fessura. Note:
via poco ripetuta, difficile il tiro della larga fessura ed il superamento del
tetto successivo. Utili friends di grandi dimensioni. v
3 - Gran Diedro Ovest Prima
Salita:
L. Ferraris e L. Bessone, 25 settembre 1968 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
TD vedi schizzo 1 Attacco:
si segue il canale di sinistra fin nei pressi di una paretina biancastra, ci si
porta su un piccolo terrazzo erboso dove ha inizio la fessura che permette di
salire il grande ed evidente diedro. Note:
via aperta quasi completamente in artificiale, richiodata parecchi anni or sono
per consentirne la salita il più possibile in libera, oggi, purtroppo, il
materiale è del tutto inaffidabile. Poco ripetuta.
v
4 - Libera la Libera Nos Domine Prima
Salita:
G. C. Grassi. E. Bonfanti e A. Morittu, 9 settembre 1990 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
ED+ (7a diff. Max, 6b diff. Obbl.)
vedi schizzo 1 Attacco:
a sinistra del diedro iniziale della “Via Gay-Ghirardi”, in corrispondenza
di una liscia placca rossastra. Note:
linea eccezionale ed estrema: spettacolare il tiro della placca finale verticale
e sostenuta, con passi di 6c/7a. Chiodata con 32 spit, 16 chiodi ed un nut
lasciato in loco dai primi salitori. v
5 - Direttissima Ovest Prima
salita:
G. C. Grassi e M. Ala, 12 settembre 1981 Dislivello:
250 mt. circa Difficoltà:
TD+ vedi schizzo 1 Attacco:
poco a sinistra del diedro iniziale della “Via Gay-Ghirardi”, alla base di
una placca rossastra, alcuni metri sulla destra della “Via Libera al Libera
Nos Domine”. Note:
arrampicata superba ed impegnativa con poco materiale in loco. Utili chiodi a
lametta e necessari friends medi. v
6 - Gay-Ghirardi Prima
Salita:
S. Gay e M. Ghirardi, 4 maggio 1967 Dislivello:
250 mt. circa Difficoltà:
TD+ (6a/AO diff. Max, 5b diff. Obbl.)
vedi schizzo 1 Attacco:
dalla base del Torrione Centrale salire il canale a sinistra per una
cinquantina di metri, fino alla base di un evidente diedro. Note:
grande via di stampo classico, di notevole impatto ed impegno. Caratteristico il
camino, fantastico l’ultimo tiro. Consigliabile portare una serie di chiodi e
friends di grandi dimensioni. v
7 - Ricerca Finale Prima
Salita:
G. C. Grassi, L. Bordoni e D. Douay, 16 giugno 1983 Dislivello:
250 mt. circa Difficoltà:
TD- (6a diff. Obbl.) vedi schizzo 1 Attacco:
come per la via precedente. Dopo 6/8 metri si prosegue a destra per placca fino
ad una stretta cengia, poi diritto seguendo un linea logica tra fessure e
strapiombi. Note:
bella via che meriterebbe di essere rivalutata. Chiodata parzialmente dai primi
salitori, consigliabile portare chiodi a lama
nonché nuts e friends di medie e grandi dimensioni. v
8 - Audaci Proposte Prima
Salita:
G. C. Grassi, E. Bonfanti ed A. Morittu, 14 agosto 1990 Dislivello:
250 mt. circa Difficoltà:
ED (7a diff. Max, 6b diff. Obbl.) vedi schizzo 1
Attacco:
pochi metri a sinistra della via precedente. Note:
itinerario logico e relativamente ben chiodato, tenuto conto dei suoi anni.
Molto impegnativa, però magnifica la placca verticale del primo tiro: difficoltà
obbligatoria 7a (chiodi rossi). Si tratta della variante in artificiale dello
Spigolo Bianciotto. v
9 - Spigolo Bianciotto Prima
Salita:
L. Bianciotto, D. Deservienti ed E. Genero, 1 luglio 1951 Dislivello:
200 mt circa Attacco:
nel punto più a valle del Torrione Centrale, alla base di una placca solcata da
una fessura che obliqua verso sinistra. Note:
via storica con numerose varianti possibili. Attenzione perché alcune di queste
presentano passaggi di difficoltà tutt’altro che banali. v
10 - Super Bianciotto Prima
Salita:
F. Michelin e D. Bocco, 13 giugno 1999 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
TD- (6a diff. Max, 5b diff. Obbl.) vedi schizzo 2 Attacco:
nel punto più basso della parete del Torrione Centrale, pochi metri a sinistra
dello Spigolo Bianciotto, in corrispondenza di un diedro – camino verticale. Note:
l’itinerario rappresenta la versione moderna e diretta dello Spigolo
Bianciotto: arrampicata continua ed interessante. La via è completamente
attrezzata a fix. Attualmente rappresenta l’itinerario più consigliabile dal
punto di vista della sicurezza della chiodatura, e di conseguenza è il più
ripetuto degli ultimi anni. Utili comunque, per integrare la penultima
lunghezza, alcuni friends di medie dimensioni. v
11 - Thicodroma Lisergica Prima
Salita:
G. C. Grassi e D. Alpe, 6 settembre 1990 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
ED+ (7b diff. Max obbl.) vedi schizzo 2 Attacco:
evidenti gli spit fucsia poco a monte a destra dello Spigolo Bianciotto Note:
via superba che si insinua in un dedalo di strapiombi e con difficili movimenti
supera placche e fessure atletiche. v
12 - Fior di Loto Prima
Salita:
D. Galante, D. Volta e P. Lenzi, 2 agosto 1973 Dislivello:
220 mt. circa Difficoltà:
TD+ vedi schizzo 2 Attacco:
nel primo diedro a destra, ad una decina di metri dallo Spigolo Bianciotto Note:
via storica. Fu certamente tra le prime realizzazioni in montagna del gruppo di
arrampicatori torinesi facenti riferimento a G. Motti ed al movimento del
“Nuovo Mattino”: Arrampicata prevalentemente in fessura, da abbinare nella
parte alta con la variante “Motti – Ghirardi”. Il tiro chiave, valutato a
suo tempo da Galante 5+, risulta molto impegnativo: una gradazione attuale lo
valuta di 6b. Si tratta di un diedro strapiombante da attrezzate con friends
medio – grandi. Necessari lungo tutto l’itinerario nuts e friends di varie dimensioni.
v
13 - Diedro Ghirardi Prima
Salita:
M. Ghirardi, L. Bessone e L. Rivoira, 11 settembre 1968 Dislivello:
250 mt. circa Difficoltà:
TD- vedi
schizzo 2 Attacco:
la parete del Torrione nella sua parte centrale presenta due diedri paralleli,
facilmente riconoscibili già dal basso: il diedro a sinistra indica la
direttrice del “Diedro Ghirardi” e di conseguenza il punto d’attacco della
via. Note:
bella via che sale questo gran diedro, che solca la parte centrale del Torrione.
Utili chiodi a lama, nuts e friends di varie dimensioni. v
14 - Organizza la Mente verso Nuove Dimensioni Prima
Salita:
G. C. Grassi ed A. Morittu, 7 luglio 1990 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
ED+ ( 7b diff. Max obbl.) vedi
schizzo 2 Attacco:
come per la via seguente. Note:
altro itinerario molto impegnativo su fessure e placche strapiombanti.
Interamente chiodata con 17 spite 13 chiodi. Tutti di colore bianco. Utili
chiodi a lama, friends e nuts per integrare una chiodatura che risente dei suoi
anni. v
15
– Combinazione Diedro Caneparo – Vie Dassano e Ghirardi Dislivello: 200 mt. circaDifficoltà:
TD- (5b diff. Max obbl.)
vedi schizzo 2 Attacco:
osservando i due grandi diedri già descritti nell’itinerario n. 13, portarsi
sotto la direttrice di quello più a destra e risalire per facili roccette fino
alla base del diedro stesso. Note:
abbinamento molto interessante e consigliabile. Si tratta infatti di
un’interessante sintesi dei tiri più belli di tre grandi classiche sul
Torrione Centrale. Molto caratteristica l’uscita sull’affilatissima lama
sommitale. Stupenda la placca rossastra finale di una quindicina di metri con
difficoltà sul 5b. Il Diedro Caneparo è stato recentemente attrezzato con
soste a spit, dalla guida alpina E. Messina. Per la “combinazione” necessari
chiodi, nuts e friends di varie dimensioni per integrare la chiodatura in loco. v
16
– Bum Bum Baghdad Prima
Salita:
G.C. Grassi e C. Battezzati, 3 e 4 luglio 1990 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
ED (6c diff. Max, 6b diff. Obbl.) vedi
schizzo 3 Attacco:
la via parte su una splendida placca a destra del Diedro Caneparo. Note:
via molto tecnica e da affrontare con il giusto approccio psicologico. Chiodata
con 23 spit e 5 chiodi blu. Consigliati chiodi a lama e nuts di piccole
dimensioni. v
17
– Ricominciare per non Dimenticare Prima
Salita:
G. C. Grassi, C. Battezzati, E. Bonfanti e A. Morittu, 1 luglio 1990 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
ED (6c+ diff. Max, 6b diff. Obbl.)
vedi schizzo 3 Attacco:
inizia sul pilastro che delimita la placca della Via Bum Bum Baghdad. Note:
la via presenta un’arrampicata molto particolare, la fessura terminale è tra
le più dure ed atletiche della parete. Chiodata con 23 spit e 16 chiodi di
colore giallo. Consigliabili friends e nuts di medie dimensioni. v
18
– Corona Boreale Prima
Salita:
G. C. Grassi e A. Morittu, 20 settembre 1990 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
ED- (6c diff. Max, 6b diff. Obbl.)
vedi schizzo 3 Attacco:
immediatamente a destra dello sperone con una caratteristica lama monolitica, a
sinistra (freccia verde) della Via Astrea. Note:
bella via anche se un po’ ricercata. Chiodatura color verde, 17 spit e 14
chiodi. Consigliati nuts di varie dimensioni e friends piccoli. v
19
– Astrea Prima
Salita:
G. C. Grassi e D. Alpe, 28 giugno 1990 Dislivello:
200 mt. circa Difficoltà:
ED- (7a diff. Max, 6b diff. Obbl.)
vedi schizzo 3 Attacco:
a destra della lama monolitica già citata nell’itinerario precedente, freccia
arancione. Note:
la prima via di stampo moderno tracciata sulle pareti del Torrione Centrale.
Chiodata con 17 spit e 21 chiodi di color arancione. v
20
– Istambul Prima
Salita:
G. C. Grassi, M. Lang e J. Paillier, 18 settembre 1981 Dislivello:
250 mt. circa Difficoltà:
TD (6a diff. Max obbl.)
vedi schizzo 3 Attacco:
dalla base del Torrione Centrale si procede per una settantina di metri verso
destra, fino ad individuare un bel diedro inclinato e fessurato da sinistra
verso destra. Note:
itinerario tra i più logici della parete. Indispensabili nuts e friends di
varie dimensioni. v
21
– Grassi ’69 Prima
Salita:
G. C. Grassi, G. Altavilla e V. Appiano, 1 gennaio 1969 Dislivello:
2oo mt. circa Difficoltà:
TD- (6a diff. Max obbl.)
vedi schizzo 3 Attacco:
una cinquantina di metri a monte dei due diedri centrali della parete sud. Note:
itinerario interessante di stampo classico. Portare chiodi, friends e nuts,
vista la chiodatura ormai completamente inaffidabile ed in ogni caso da
integrare. v
22
– Sorprendente Sud Prima
Salita:
G. C. Grassi in arrampicata solitaria, 6 luglio 1990 Dislivello:
150 mt. circa Difficoltà:
TD (6c diff. Max, 6b diff. Obbl.)
vedi schizzo 3 Attacco:
dalla base della parete si sale il canale di destra fino a raggiungere un ultimo
sperone rossastro, alto una cinquantina di metri. Partenza in un magnifico
diedro fessurato. Note:
via più corta delle precedenti. Molto bella e tecnicamente veria. Chiodata con
9 spit e 20 chiodi di color bianco. Consigliabili nuts e friends medio - grandi. v
23
– Siamo Figli delle Stelle Prima
Salita:
G. C. Grassi e D. Alpe, 27 settembre 1990 Dislivello:
150 mt. circa Difficoltà:
TD (6b diff. Max obbl.)
vedi schizzo 3 Attacco:
ultima via della parete sud del Torrione Centrale, parte pochi metri a destra
della precedente. Segnalata da una freccia verde. Note:
itinerario breve come il precedente. Molto bello il secondo tiro su una placca
rossastra, è il tiro chiave della via con appigli microscopici e taglienti. Via
chiodata con 12 spit e 10 chiodi. Portare nuts e friends di medie dimensioni. v
24
– Erica Prima
Salita:
Davide Novelli in arrampicata solitaria, 16 luglio 2005 Dislivello:
170 mt. circa Difficoltà:
D+ (6a diff. Max obbl.)
vedi foto Attacco:
la via sale la struttura piramidale che si vede con evidenza a destra del
Torrione Centrale della Cristalliera. Rocca Bruna del Laus è il nome proposto
dal suo primo salitore, per questa parete di serpentino molto compatto e di
ottima qualità. Note:
itinerario interessante di quattro tiri, che offre una successione di placche,
fessure e diedri di difficoltà classiche ma continue. Lasciati in loco dal suo
apritore 2 chiodi e 2 cordini sui tiri, oltre ad un cordino per ogni sosta. Discesa: raggiunta la cima, si scende lungo il canale detritico che separa il Torrione Centrale della Cristalliera dalla piramide della Rocca Bruna del Laus, in direzione sud est, che tra roccette facili e sfasciumi riporta alla base. |
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