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Rifugio
è una parola che qui significa
un piccolo posto sicuro,
in un mondo inquietante.
Come un’oasi in un grande deserto
o un’isola in un mare in tempesta.
(da “Una serie di sfortunati eventi” di Lemony Snicket)
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Villaretto Chisone, Borgata Selleiraut, Rifugio Selleries.
Dislivello: 1019 mt. da Villaretto. 506 mt. da Selleiraut.
Difficoltà: Escursionismo
Tempo: 2.30 / 3.00 ore da Villaretto. 1.30 / 2.00 ore da Selleiraut.
Itinerario: Risalendo la Val Chisone lungo la S.R. 23 e giunti a Villaretto
Chisone, prima di uscire dal suo centro abitato, sulla destra si vede la piazza
del paese e sono presenti i cartelli indicatori per le borgate Villaretto
Superiore, Serre e Selleiraut. Dal fondo della piazza parte la ripida stradina
che porta a queste borgate.
In inverno è consigliabile lasciare le auto nella piazza del Villaretto e
seguire la stradina a piedi. Nelle altre stagioni si può salire in macchina fino
alla borgata di Selleiraut (1517 mt.), risparmiando così un’ora. La camminata
che porta a Selleiraut è comunque consigliabile anche per la bellezza dei luoghi
che si incontrano:
- Champ da Filh e la chiesetta della Madonna della Neve, edificata dai
valligiani nel 1848;
- Balm ‘Chanto, letteralmente “grotta che canta”, sito archeologico che si
incontra appena prima di pervenire a Selleiraut.
Chi non vuole camminare su strada, può seguire il vecchio sentiero che si
interseca sovente con essa. Questo bel sentiero è segnalato da indicazioni di
legno con triangolino giallo recante il numero 2. Questi segnavia si
incontreranno praticamente fino al rifugio e sono stati posizionati
dall’Associazione “Le Ciaspole” di Pinerolo.
Giunti
a Selleiraut, termina la stradina e attraversando la borgata, le cui belle case
sono quasi tutte ristrutturate e dotate, da un paio d’anni, di energia
elettrica, si imbocca un largo sentiero (EPT 340) che, passando tra splendidi
prati ancora ben tenuti, conduce verso le borgate Ors e Malzé (1610mt.), poste a
poca distanza tra loro.
on un’ampia curva a destra, il sentiero prosegue passando sotto le pendici
del Truc del Cuculo. La camminata si svolge in uno splendido bosco di faggi e
larici, un quarto d’ora dopo aver lasciato le due borgate, guardando in alto di
fronte, si inizia a scorgere il Rifugio Selleries che pare letteralmente appeso
sulle pendici dell’Orsiera e della Gavia: le due cime che dominano costantemente
l’intera salita.
Continuando
a salire si supera, grazie ad un ponticello in legno, il Rio Selleries,
emissario del Lago del Laus ed in pochi minuti si raggiunge l’antico alpeggio
Sors (1710 mt. 2 ore da Villaretto / 0,45 minuti da Selleiraut). La baite di
questo alpeggio sono quasi tutte crollate, tranne una che ospita la centralina
idroelettrica del Selleries. Pare che tutte le baite diroccate, siano state
distrutte dallo spostamento d’aria causato da una grande valanga di neve,
passata nelle vicinanze, ma che non le toccò.
Da questo alpeggio riparte il sentiero che, diventando più ripido, entra nel
Vallone delle Selleries e costeggia per un tratto l’omonimo rio. Uscendo dalla
stretta gola del Vallone, si giunge nei pressi della vecchia centralina
idroelettrica del rifugio, ed avendo ormai il Selleries appena sopra alla
propria sinistra, si prosegue lungo il sentiero che in alcuni tornanti conduce
ad un piccolo laghetto e poi al rifugio.
Note:
In estate l’itinerario è assolutamente indicato per tutti e
costituisce una bella alternativa per chi vuole raggiungere il rifugio a piedi,
evitando di mangiar la polvere delle auto che percorrono la pista che sale da
Prà Catinat.
In inverno è necessario verificare le condizioni della stradina che
sale a Selleiraut prima di inoltrarcisi, sono presenti sovente tratti
ghiacciati. In caso di neve portarsi le racchette da neve. Consigliati un paio
di ramponi, nell’eventualità di presenza di ghiaccio. I tempi di percorrenza
sono puramente indicativi.
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